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Il secondo Trump e il mondo: imperialismo esibito, obiettivi incerti

Di GUIDO FORMIGONI
Come interpretare la politica internazionale dell’Amministrazione Trump 2 a un anno dagli esordi? Come provare a mettere un po’ d’ordine conoscitivo nella rutilante e sconcertante messe di azioni, giudizi urlati, frasi sfuggite, parole pesanti, atti éclatanti e confusionarie svolte improvvise che l’inquilino della Casa Bianca ci ha sciorinato davanti? Non è impresa facile...
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L’abisso dei naufraghi: il Mediterraneo non dimentica

Di LUCIO ROMANO
Il Mediterraneo non dimentica. Raccoglie speranze, preghiere, corpi e prima o poi li restituisce. Non lo fa per pietà. Lo fa per inerzia, per correnti, per fisica. Ma ogni volta che un’onda depone una persona sulla riva, quella diventa qualcosa di drammatico: un confine tra i vivi e i morti, tra chi è arrivato e chi non ce l’ha fatta.
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Il Concilio come bussola: da Paolo VI a Leone XIV

Di MARCO VERGOTTINI
’è un fil rouge che attraversa gli ultimi pontificati e che quasi costituisce una cartina da tornasole per valutare e apprezzare il grado di maturità ecclesiale, di consapevolezza storica – nonché di visione strategica e di responsabilità istituzionale di ciascun successore di Pietro. Merita pertanto di essere riconosciuto come dato teologico e politico-ecclesiale di prima grandezza il fatto che nessun pontefice, dall’epoca conciliare in poi, abbia potuto sottrarsi al confronto con il Vaticano II.
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La Costituzione non va smontata! Il referendum sulla Giustizia

Di PIERO ANTONIO CARNEMOLLA
Il modo con cui è stata approvata la proposta referendaria non ha precedenti perché è stata impedita una serena discussione tra le forze politiche presenti nel parlamento. Una fretta incomprimibile ha mandato in frantumi quella aurea regola democritica secondo cui qualsiasi cambiamento di norme di rango costituzionale deve essere sottoposto e discusso dai partiti politici che rappresentano il Paese.
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Domina la “rottura”. E quindi l’Europa?

Di BRUNO MARASÁ
La “rupture”, chi se la ricorda? Fu la parola d’ordine del presidente francese Emmanuel Macron al momento della sua rielezione. Parlava di Francia e, in qualche modo di Europa. Coglieva lo “zeitgeist”, lo spirito del tempo. Più recentemente la “rottura” è stata evocata, rispetto ai processi mondiali in atto, dal primo ministro canadese Carney nel suo intervento al Forum economico di Davos.
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Disponibile il n.4/2025

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